Re Chicchinella. Emma Dante TSU.
Ultime repliche del Re Chicchinella dal 10 al 12 aprile 2026 al Teatro Morlacchi di Perugia.
Si tratta di una favola grottesca, comica e tragica, che scava nella profondità dell’animo umano attraverso il gioco e la poesia.
Il nuovo spettacolo di Emma Dante, tratto da una fiaba de Lo cunto de li cunti, è una meravigliosa raccolta di novelle in lingua napoletana scritta da Giambattista Basile nel 1634. Dopo La Scortecata e Pupo di zucchero, con questo lavoro, la regista conclude il suo viaggio nell’universo barocco e immaginifico dello scrittore campano.
Le note di regia di Emma Dante.
“C’era una volta un re che un giorno se ne tornava dalla caccia felice e soddisfatto quando sentì il bisogno di andare di corpo. Consegnata a un servitore la spada, lesto lesto, il re scese da cavallo e si infilò in un vicoletto per scaricare il ventre, ma non avendo in tasca pezze per pulirsi, si servì di una gallina accisa de frisco, con le piume morbide e setose, che giaceva abbandonata in un angolo. Ma la gallina non era morta e s’afferrò col becco alle sue chiappe di re. Accorsero i servitori e il cielo si oscurò alle sue urla disperate.
Non potendo più resistere al dolore e vedendo buttate al vento le fatiche dei servi, il re si fece condurre al palazzo reale, dove medici e luminari tentarono ogni rimedio, spalmando unguenti, adoperando tenaglie e strumenti di ogni genere. Ma niente, non ci fu niente da fare, perché quel male superava i confini della natura, non era colica né flatulenza che si poteva guarire con supposte di fichi lassativi o cacazze di topi, no, quel male era incurabile. Col passare dei mesi la gallina entrò sempre più in profondità finché non prese definitivamente alloggio dentro di lui.
Re Chicchinella racconta la storia di un re malato, solo e senza più speranze, circondato da una famiglia anaffettiva e glaciale che ha un solo scopo, ricevere un uovo d’oro al giorno. L’animale vive e si nutre, divorando lentamente le viscere del re, fino a quando non si scopre che per il mondo il re e la gallina sono la stessa cosa.
Dopo tredici giorni d’inedia, Re Carlo III d’Angiò, re di Sicilia e di Napoli, principe di Giugliano, conte d’Orleans, visconte d’Avignon e di Forcalquier, principe di Portici Bellavista, re d’Albania, principe di Valenzia e re titolare di Costantinopoli, entra nella sua nuova esistenza e, appollaiato sul trono, riceve il plauso di tutta la Corte.”
“È anche una performance corale di figure in perfetta disarmonia, quella che prende vita in scena, per uno spettacolo sincero, totale, senza mezze misure: la conclusione eccellente di una trilogia che assolve anche al compito, non banale, di rendere comprensibile un linguaggio antico e complesso riportandolo agli antichi fasti che merita.”
di Emma Dante
liberamente tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile
scritto e diretto da Emma Dante
elementi scenici e costumi di Emma Dante
luci Cristian Zucaro
assistente ai costumi Sabrina Vicari
C.C.
I open Paroleacapo for my great love: the Theater which allows me to travel while I’m still, dreaming sitting in the audience, dance in the gallery and take pics before the curtain rises!




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