Henry Moore: Monumental Nature. Kew Gardens Londra.
Gli spazi enormi dei Kew Gardens – lo storico giardino botanico di ispirazione illuminista esteso per oltre 130 ettari nell’area tra Richmond e Kew, periferia sud-ovest di Londra – accolgono fino al 31 gennaio 2027 la più grande mostra all’aperto mai allestita con i lavori di Henry Moore, organizzata in collaborazione con la Henry Moore Foundation, cui l’artista inglese e la sua famiglia diedero vita nel 1977.
Henry Moore: Monumental Nature rende omaggio al grande artista a quarant’anni dalla sua scomparsa, con 30 installazioni monumentali che ripercorrono i quasi settant’anni di carriera di Moore per evidenziare l’evoluzione del suo approccio alla scultura e la ricerca sull’interazione della figura umana con l’ambiente naturale. Lo conferma Sebastiano Barassi curatore della mostra insieme a Laura Bruni mostra: “Nel corso della sua carriera, Moore è stato ispirato da forme organiche – ossa, pietre, alberi, i ritmi del paesaggio – e credeva che la scultura dovesse esistere in armonia con l’ambiente circostante. La sua affinità con il mondo naturale rende i Royal Botanic Gardens il contesto ideale per accogliere questa grande retrospettiva”.
Moore diceva: “La scultura è un’arte (pensata) per l’aria aperta”!

A confronto con gli alberi secolari e i set paesaggistici dei Kew Gardens, i lavori dell’artista suggeriscono un modo inedito (che cambierà nell’avvicendarsi delle stagioni) di leggere lo spazio, dalla Large Interior Form in bronzo traforato che interagisce con la luce filtrata dai rami alla Large Reclining Figure in fibra di vetro, nove metri di scultura a confronto con la Grande Pagoda settecentesca che svetta nel verde. E si continua così, intercettando sul proprio cammino il Double Oval e lo Sheep Piece, la grande Totem Head e il Working Model for Splinde Piece, ricoverato all’interno della serra dei cactus. Accanto al laghetto della serra delle palme sta, invece, quasi fosse spiaggiata, la Scultura in tre pezzi che evoca una colonna vertebrale, o la grande carcassa di una balena uscita dall’acqua, secondo un’immagine suggerita da Moore stesso. Ma la mostra prosegue anche all’interno della Shirley Sherwood Gallery of Botanical Art, dove sono esposte 90 opere di piccolo formato di Moore, non solo sculture, ma anche modelli, disegni e notebook con gli schizzi dell’artista, raramente accessibili al pubblico. E, in aggiunta, una serie di dipinti botanici provenienti dalla Collezione Shirley Sherwood, che approfondiscono il tema del dialogo tra arte e natura.
E per chi fosse a Londra, la riscoperta del lavoro di Moore può proseguire alla Richard Green Gallery, che dal mese di giugno ospiterà una piccola mostra dedicata alla ricerca dell’artista sulla figura femminile: in esposizione, 14 bozzetti realizzati tra gli Anni Quaranta e Ottanta, su temi ricorrenti come la Madonna con Bambino, le figure sdraiate e i gruppi familiari.
C.C.
I open Paroleacapo for my great love: the Theater which allows me to travel while I’m still, dreaming sitting in the audience, dance in the gallery and take pics before the curtain rises!




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