“Liminals”. Pierre Huyghe a Berlino.
Commissionata da LAS Art Foundation e Hartwig Art Foundation, l’installazione Liminals è ospitata negli ampi spazi della Halle am Berghain, a Berlino fino all’8 marzo 2026.
Pierre Huyghe, artista francese, offe al pubblico opere radicali, realizzandole in un ambiente immersivo che trasforma l’incertezza quantistica in esperienza sensoriale.
L’installazione è contenuta nel programma Sensing Quantum e mostra una riflessione profonda sui confini instabili tra corpo, materia e coscienza.

Al centro c’è un film che Huyghe definisce un “mito moderno” dove una figura umanoide e senza volto emerge e si trasforma attraversando stati mutevoli in un regno al di fuori del tempo e dello spazio. In questo universo non esistono confini netti — né tra interno ed esterno, né tra vivente e non vivente — ma solo una danza incessante della materia, in cui ogni momento resta sospeso e in potenza. La figura tenta di esistere, comunicare e sottrarsi a una singola condizione di realtà o di coscienza, rendendo visibile una continua dissoluzione dei limiti percettivi.
L’incertezza è la base su cui poggia di Liminals. Huyghe e l’artista lo ha realizzato dopo essersi confrontato con il fisico quantistico Tommaso Calarco e il filosofo Tobias Rees. Il processo creativo è sfociato in una integrazione fra la logica e gli output dei sistemi quantistici.
Pierre Huyghe ha utilizzato suoni della Forschungszentrum Jülich e l’oscillazione della materia rappresentata nel film è stata simulata su un computer quantistico Pasqal da 100 qubit e tradotta in elementi del sound design. Il risultato è un’esperienza sensoriale in cui le proprietà astratte della fisica quantistica diventano percepibili, corporee, quasi tattili.
”Un osservatore che assiste alla natura ambigua dell’entità, alla sua mostruosità, segue stati di indeterminatezza, dell’incertezza dell’essere, del vivere o dell’esistere”. Il film ritrae un essere inesistente, un paesaggio dell’anima, un esterno radicale, che tenta di coniugare l’empatia con l’impossibile. Il suo mondo fittizio è un veicolo per accedere a ciò che potrebbe essere o non essere per relazionarsi con il caos; e trasforma stati di incertezza in un cosmo”. Pierre Huyghe.
C.C.
I open Paroleacapo for my great love: the Theater which allows me to travel while I’m still, dreaming sitting in the audience, dance in the gallery and take pics before the curtain rises!




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