Giuseppe Pellizza da Volpedo al GAM di Milano.
Fino al 25 gennaio 2026 si avrà l’occasione di vedere la mostra su Giuseppe Pellizza da Volpedo alla Galleria d’Arte Moderna di Milano.
Con l’occasione si potrà vedere anche il famoso dipinto Quarto Potere tornato al GAM nel luglio 2022 dopo essere stato ospitato al Museo del Novecento.

Organizzata da METS Percorsi d’Arte in collaborazione con il Comune di Milano, l’esposizione milanese ripercorre l’intera carriera di Giuseppe Pellizza, dagli esordi fino all’approdo al Divisionismo e propone una panoramica completa e esaustiva della sua produzione, grazie anche a importanti prestiti da musei nazionali e da collezioni private. Nato nel 1868 a Volpedo, piccolo borgo agricolo in provincia di Alessandria, Giuseppe Pellizza manifesta sin da ragazzo una propensione per il disegno che spinge il padre, conoscente del mercante d’arte Alberto Grubicy, a far studiare il figlio all’Accademia di Brera a Milano. La formazione di Pellizza segue un lungo iter: dopo Milano, è a Roma, studente dell’Accademia di San Luca e dell’Accademia di Francia; dopodiché a Firenze, dov’è allievo di grande protagonista dell’esperienza dei Macchiaioli, Giovanni Fattori; in seguito giunge a Bergamo, dove segue i corsi del talentuoso ritrattista Cesare Tallone e infine, nel 1890, frequenta per breve tempo l’Accademia Ligustica di Genova, dove rincontra Plinio Nomellini, conosciuto in Toscana.
Gli anni 1891-1892 sono segnati da eventi cruciali per la carriera e la vita privata del pittore: realizza le prime sperimentazioni divisioniste; partecipa – assieme a Segantini, Previati e Morbelli – alla prima Triennale di Brera del 1891; inizia a lavorare al progetto che, attraverso le redazioni intermedie di Ambasciatori della fame (1892, collezione privata) e Fiumana (1895-1896, Pinacoteca di Brera) porterà alla redazione del Quarto Stato; infine, sposa Teresa Bidone, la cui morte per parto spingerà Pellizza al suicidio nel 1907.
Nella sua breve ma intensa carriera Giuseppe Pellizza praticò l’arte pittorica con assoluta dedizione, traendo ispirazione dal proprio contesto, familiare e contadino, rivolgendo al contempo grande attenzione ai movimenti di protesta che scoppiavano nelle città. Riuscì a tenere assieme la dimensione privata a quella universale proponendo una personale sintesi di Realismo e Simbolismo, di cui il Quarto Stato è perfetta testimonianza.
La mostra di Giuseppe Pellizza da Volpedo alla Galleria d’Arte Moderna di Milano rende onore a un grande maestro della pittura italiana a cavallo tra Otto e Novecento, rivelandone la produzione meno nota e illustrandone l’evoluzione stilistica, dai modi dei Macchiaoli alla tecnica del Divisionismo, che ne ha fatto uno dei precursori della modernità.
C.C.
I open Paroleacapo for my great love: the Theater which allows me to travel while I’m still, dreaming sitting in the audience, dance in the gallery and take pics before the curtain rises!




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