Affinità e divergenze tra Tiziano e Turner.
I due artisti sono inaspettatamente legati da un filo rosso che passa per il modo in cui trattano il cielo e l’atmosfera. Tra influenze, punti di contatto e differenze, le nuvole di Tiziano e Turner spiegano le loro idee di pittura
C’è un punto, nella storia della pittura europea, in cui l’aria diventa soggetto pittorico. Non vuole più essere un vuoto azzurro che funge da sfondo alle figure, ma una sostanza che pesa, preme, risucchia, illumina e viene illuminata. Tiziano in alcune sue opere, ad esempio nella Annunciazione del 1557 esposta nel Museo di Capodimonte, pone particolare cura alla rappresentazione pittorica del cielo o più generalmente dell’atmosfera. Nell’opera citata, l’angelo di profilo entra di taglio, l’ala scura come una vela bruciata, la mano che “saggia” lo spazio vicino a un’architettura e soprattutto quel cielo impastato di blu e di altri colori bruni stanno esattamente su quel crinale: non descrivono un tempo atmosferico, ma rendono pittoricamente la drammaticità degli accadimenti che dal cielo-divino inferiscono nel mondo sensibile.
I cieli di Tiziano e Turner: Parimenti, tre secoli dopo, opererà, in Inghilterra, William Turner, il pittore che più di ogni altro trasforma tempeste, nebbie e vortici in una modalità di rappresentazione del mondo sensibile e segnatamente di quello interiore. La connessione che si instaura tra la violenza del cielo, le nuvole ovvero l’atmosfera come rappresentata da Tiziano e da Turner, non è solo espressione visiva dell’invisibile, ma il superamento di un confine tra ciò che si percepisce e ciò che accade, significativamente incidendo nella realtà che si offre ai sensi.
C.C.
I open Paroleacapo for my great love: the Theater which allows me to travel while I’m still, dreaming sitting in the audience, dance in the gallery and take pics before the curtain rises!




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