Il ritrovamento della prima nave di Gela.
Quel che resta dell’antica nave greca, affondata tra il VI e il V Secolo a.C. a 800 metri dalle coste di Gela, giganteggia al centro dello spazio è stata inserita in un museo dando la possibilità di essere vista dalla collettività. La città inaugura il suo Museo dei relitti greci, edificio appositamente progettato nel cuore del Bosco littorio.
“Un’importantissima scoperta di archeologia subacquea” esordiva un articolo a firma di Antonio Asaro pubblicato in prima pagina sul quotidiano La Sicilia, il 25 aprile del 1989. Fu la prima uscita sulla stampa.
I sub in realtà erano due. Gino Morteo e Gianni Occhipinti, che nel 1988 si imbattevano in alcuni reperti sommersi, portati a riva e consegnati al Museo archeologico di Gela, allora gestito dalla Soprintendenza regionale di Agrigento e Caltanissetta, guidata da Rosalba Panvini.
I sub riferivano anche il punto esatto del ritrovamento: contrada Bulala, a circa un chilometro dal molo Anic del Petrolchimico. Il grande relitto mercantile d’epoca arcaica è oggi patrimonio della Sicilia, fruibile dal pubblico nel neonato museo, al termine di un interminabile viaggio.
Le esplorazioni dei fondali iniziarono subito, con 5 campagne di scavo tra il 1989 e il 1992. Un team di alto profilo condusse le complesse operazioni di recupero del relitto, si concluse con l’emersione della poppa e della porzione di chiglia sopravvissuta. L’imbarcazione misurava 17 x 4,30 metri.
C.C.
I open Paroleacapo for my great love: the Theater which allows me to travel while I’m still, dreaming sitting in the audience, dance in the gallery and take pics before the curtain rises!




Nessun Commento