Gino Severini, versione estesa a Cortona.
Per celebrare il sessantesimo anniversario dalla morte del grande artista Gino Severini (Cortona, 1883 – Parigi, 1966), tra i principali protagonisti dell’arte italiana del Novecento Cortona – Arezzo – ha allestito la mostra “Gino Severini. Modernità come dialogo” che rimarrà aperta fino all’1 novembre 2026 al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona a Palazzo Casali.
La mostra rileva con un taglio critico le intenzioni delle curatrici Daniela Fonti e Margherita d’Ayala Valva di creare un percorso di grande impatto: ci sono oltre 80 opere tra dipinti e disegni – prestati da musei e collezioni come il Centre Pompidou, la Estorick Collection di Londra, il Museo del Novecento di Milano, la Pinacoteca Vaticana, il MART di Rovereto e le Collezioni Romana Severini e Franchina – ma anche un’installazione multimediale immersiva realizzata da LimenXR e la documentazione fotografica inedita degli affreschi realizzati da Severini in numerose chiese svizzere. L’opera monumentale La danse du Pan Pan a Monico, esposta l’ultima volta in Italia oltre 35 anni fa, giungerà eccezionalmente a Cortona dal Centre Pompidou di Parigi.
L’esposizione a Palazzo Casali si concentra sul ruolo fondamentale e unico svolto da Severini nella storia delle avanguardie artistiche del Novecento, propone un percorso completo attraverso il ventennio, tra il 1925 e il 1947 che impegna Severini nella decorazione di alcune chiese svizzere, attraverso immagini in alta risoluzione delle pitture parietali accostate ai bozzetti, a taccuini di lavoro e ad alcune fonti, a partire dagli stimoli che gli derivarono dalla visita della mostra giottesca del ’37, evocata con il prestito della Madonna con Bambino ed Angeli della Galleria dell’Accademia fiorentina. La mostra si chiude con un focus, frutto di studi recentissimi, sul dialogo tra la Chiesa e la modernità.
La mostra, suddivisa in cinque sezioni ripercorre le diverse stagioni della vita di Severini, tra formazione ed elaborazione di un linguaggio personale, frutto di una riflessione sul lavoro dei contemporanei macchiaioli, divisionisti, futuristi, cubisti e classicisti. Severini ha cercato di unire in modo innovativo influenze delle diverse tradizioni: un’attenzione che torna in mostra grazie ai confronti con artisti del tempo, come Elisabeth Chaplin, Vittore Grubicy de Dragon, Benvenuto Benvenuti, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Picasso, Ardengo Soffici, Carlo Carrà, e con i maestri antichi.
C.C.
I open Paroleacapo for my great love: the Theater which allows me to travel while I’m still, dreaming sitting in the audience, dance in the gallery and take pics before the curtain rises!




Nessun Commento